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26 Aprile 2018 | Beauty Vintage

Moda anni 60: bigodini, permanente e capelli XXL

Moda anni 60 bigodini, permanente e capelli XXL

Photo by blogspot.com

Come dimenticare le memorabili cofane di quegli anni tormentati e vivaci che furono gli anni ’60? Anche oggi i capelli voluminosi in stile sixties vengono apprezzati, specialmente da alcune star della musica pop. Vediamo ora  insieme la storia di questa acconciatura.

 

Gli anni ’60 sono stati anni di grandi tumulti politici e culturali espressi anche attraverso il look delle donne dell’epoca che in quel periodo erano nel pieno della rivoluzione sessuale, delle battaglie per i diritti civili e la parità di genere. I capelli, in questo senso, hanno rispecchiato il mood di quel tempo: le giovani donne un po’ più ribelli preferivano adottare uno stile più svincolato dalle mode, mentre quello maggiormente attente al fashion portavano chiome rigorosamente cotonate e permanentate, con una marea di bigodini. L’emblema delle acconciature di quel periodo è sicuramente rappresentato dallo stile delle dive come Brigitte Bardot e Claudia Cardinale con le loro mezze code cotonate e lacca a profusione.

 

La storia della permanente

I primi bigodini per realizzare la permanente sono stati inventati dal parrucchiere tedesco Karl Ludwig Nessler, meglio conosciuto come Charles Nestlè, che nel 1906 inaugurò il suo sistema con bigodini elettrici per la permanente, usando come cavia la moglie, che in più occasioni ci rimise qualche ciocca rimediando anche qualche brutta scottatura. Ogni bigodino pesava tra i tre e i quattro etti, eppure il suo sistema ebbe ugualmente fortuna, specialmente negli Stati Uniti. Dai primi anni del ‘900 fortunatamente le tecniche per la messa in piega sono cambiate fino ad arrivare agli anni’50, momento in cui le pettinature allora in erano caratterizzate da ricci costruiti e mai fuori posto che riflettevano il bisogno di restituire alla donna un’immagine gradevole dopo i sacrifici del dopo guerra. In genere si portava il classico taglio medio  bon ton per uno stile rassicurante, da moglie e madre perfetta. Negli anni ’60 invece, i ricci e le onde danno spazio al volume con una combo di bigodini, permanente, lacca e cotonatura! Parallelamente, in quel decennio si ebbe anche l’invenzione del bob per mano di Vidal Sassoon, caratterizzato da un taglio e uno styling fortemente geometrici. Come accennato prima, anche “i figli dei fiori” disdegnarono qualunque artificio per la loro chioma e portarono avanti un altro tipo di estetica e di look per rappresentare le loro idee alternative.

 

Tutti i tagli degli anni ‘60

Gli anni ’60 sono sinonimo di capelli cotonati dal volume esagerato con acconciature extralarge e brushing oversize. Le chiome dovevano essere dunque rigorosamente folte, effetto ottenuto tramite la cotonatura, pettinando i capelli ciocca per ciocca al contrario, dalla punto verso la radice. La cotonatura avveniva però solamente dopo la messa in piega o con dei classici bigodini o con quelli per la permanente, che gonfiavano e definivano la chioma con onde più o meno larghe. Le pettinature maggiormente in voga in quel periodo erano lo chignon, un po’ spettinato e spesso associato ad una frangia larga, i capelli sciolti bombati sulla parte superiore e avvolti da una fascia larga al centro della testa, ma anche lasciati cadere liberi e vaporosi sulle spalle. Verso la fine di quegli anni, andavano di moda anche le acconciature mutuate dalle correnti alternative, come la riga in mezzo sui capelli lunghi, sciolti e lisci oppure, la frangia dritta, sia piena sia sfilata, adattata a tutti i tagli.

 

I rischi della permanente e come rimediare

Per quanto nel corso degli anni le tecniche e i metodi si siano affinati, la permanente coi bigodini stressa il cuoio capelluto e i capelli perché il calore eccessivo disidrata e le sostanze utilizzate per la messa in piega rompono la struttura del capello per ricomporla seguendo la forma che si desidera ottenere. Per questo motivo, esattamente come per la cura della pelle del viso, è importante nutrire cute e punte con maschere ricostituenti contribuendo a mantenere il giusto livello di morbidezza del fusto. Gli ingredienti essenziali a questo scopo sono le maschere a burro di karitè, che ammorbidiscono e idratano in profondità.